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Bye Hungary giovedì,8 maggio, 2008

Posted by Donchisciotte in Storie.
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Ormai la 4 giorni ungherese, la prima di una indeterminata serie, è giunta al termine.
Oggi devo dire che è stata come una giornata di ferie perchè, terminati ieri i task che potevo fare, oggi c’erano solo degli appuntamenti che riguardavano i miei due colleghi a Budapest quindi io ho girovagato con loro per la città scroccando connessioni wireless qui e là…
Giusto per stare in tema abbiamo pranzato al messicano ed ora, mentre loro stanno espletando il loro ultimo appuntamento, io scribacchio su una panchina in Vàct utcà, una via del centro.
La città è molto bella, niente da dire. Ci sono parecchi monumenti, palazzi antichi, cattedrali e musei. C’è anche la Fashion Street che è un po’ la zona dei negozi più fichi e oggi, che è una bellissima giornata, tutto il centro pullula di gente. Ieri sera abbiamo mangiato in questa zona ma la sera qui sembra ci sia un coprifuoco…alle 22 nn c’è in giro più nessuno e trovare un posto aperto per mangiare non è così facile.
Considerando che lo stipendio medio qui è di 400 € ci sono forti controsensi perchè, se lontano da Budapest il costo della vita è proporzionato al reddito, qui a Budapest i prezzi nn sono molto inferiori ai nostri, anzi, a volte la roba costa anche di più…nel locale in cui siamo andati a mangiare qualcosa ieri un Mojito costava 3000 fiorini..facendo conto che 1 euro sono circa 250 fiorini fatevi voi un po’ i conti…!!!
Cmq l’ennesima bella esperienza…sicuramente ci dovrò tornare ancora un po’ di volte e la cosa mi fa piacere, anche se nn proprio a Budapest.
Ah…un mito da sfatare assolutamente….l’Ungheria non pullula per niente di belle donzelle…!!
Cioè, non solo non pullula ma la media è proprio bassa…l’Italia vince 10 a 2!!!! Che poi ci sia un po’ di zoccolame, quello un po’ come dappertutto…ieri sera il tassista ci volva portare in una casa privata for fuck mentre un improbabile pr del night in fianco al nostro albergo è stato più esplicito con un entrare gratis, bere, scopare!!
Vabbè, quando si parla di quello, tutto il mondo è paese!!

Auguri…Superman!! sabato,26 gennaio, 2008

Posted by Donchisciotte in Eventi, Personaggi, Ricorrenze, Storie.
8 comments

Sicuramente ricorderò il cielo azzurrissimo che s’intravedeva dal lucernario, tra un’antenna tv e una gru, stando seduti sulla sua poltrona.
Probabilmente ricorderò quella parete con il soffietto fatta non proprio a regola d’arte che separa il centro estetico dallo spazio molto piccolo che serve a Mino.
Certamente ricorderò lui…non sò perchè me lo immaginavo basso, con i capelli molto lunghi e lisci, pantaloni in pelle e braccia tatuate…niente di tutto ciò…signore discretissimo, capello corto bianco, un paio di jeans e una camicia bianca a righine macchiata del caffè che poco prima si era rovesciato addosso. Personaggio, affascinante e ironico, mentre lavorava ci ha chiesto che anno era quando lui era al liceo…lui a noi…cmq dopo qualche calcolo siamo arrivati alla conclusione che essendo del ’44 circa nel ’58 stava al liceo..a Parigi…

Ogni tatuaggio porta un po’ dentro chi lo fa e sono contento che sia stao lui a fare il mio.

Cmq, oggi compio 31 anni…non starò a dilungarmi sui pensieri che un po’ tutti facciamo quando compiamo gli anni e ufficialmente ci rendiamo conto che stiamo invecchiando, come se questa cosa valesse solo per il giorno del compleanno e non per tutti glia ltri giorni, tanto li facciamo tutti gli anni e tutti uguali, ma vi voglio far vedere il regalo che il mio amore mi ha fatto…

Superman
p.s.: più in là foto migliori ve lo prometto.. 😉

Angeli E Diavoli martedì,4 settembre, 2007

Posted by Donchisciotte in Libertà, Moto, Passione, Riflessioni, Storie.
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Copierò qui di seguito un post che ho letto tempo fa nn ricordo dove ma che, da motocliclista quale sono, (ma forse nn server esserlo in questo caso) mi ha lasciato gli occhi lucidi e la bocca aperta.

Si dice che ogni volta che saliamo in sella ad i nostri destrieri insieme a noi salgano pure angeli e diavoli… è vero…
Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre… ad urlare… diavoli che girano quel polso in maniera a volte così irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva diritto al cervello senza passare dal via lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti… che ti spingono a piegare quel tanto che basta da far diventare bianche le mani e diventare tutt’uno con la nostra passione…

La nostra vita… tanto da pensare di averlo sfiorato quel limite… di aver scosso quel mantello con il nostro passaggio radente… e angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi… dei nostri affetti… delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostra ossa rotte… angeli che ti accarezzano quel polso che torna a colorarsi e lascia andare la manetta quel tanto che basta per godere senza infastidire quel mantello che fino ad un secondo fa avremmo strappato urlando per lo spostamento d’aria per vedere s’è veramente così bella e sinuosa questa mitologica creatura perennemente celata dall’ombra della paura…

Pazzi? A volte forse… ma gli anni.. i kilometri e quelle risate che non sentiremo più ci fanno crescere più di quasiasi schiaffo o cinghiata presa in gioventù… eppure “gli altri” non ci capiscono… esser Motociclisti è pericoloso… si muore… ma chi ve lo fa fare?
Poi ci trovate i fine settimana in quache strada di campagna sperduta tra i monti… seduti su un muretto con la sigaretta che si consuma lenta all’angolo delle labbra… con lo sguardo perso all’orizzonte e una mano che inconsciamente segue le sinuose linee del serbatoio o dell’affilato cupolino… colorati come farfalle… bardati come antichi cavalieri… da soli o in sfavillanti sfilate di scintille e riflessi… con il saluto sempre pronto anche se chi incroci non l’hai mai visto e mai più lo rivedrai…

Poi ci vedete seduti intorno ad un tavolo di trattoria o stesi su un prato vicino ad un lago.. con le nostre belle in vista.. rigorosamente in vista… che facciamo baldoria e ridiamo e mangiamo e beviamo tra noi come se fossimo nati tutti lo stresso giorno, dallo stesso grembo… tutti delle medesima classe socialie, estrazione e famiglia… ma come potreste credere che magari ci si è semplicemente trovati sulla stessa strada senza essersi mai visti o parlati prima? Ci crederebbero? Mai…
…ma in moto si muore… è vero… capita… ma quanta Vita è capace di regalarci questa passione?

Il papà di uno di noi che ora non c’è più… il papà di un Angelo con il #24 sul cupolino e nel cuore ci ha definiti così:

“…Mi aveva tanto parlato di voi, ma a dire il vero non lo avevo mai ascoltato più di tanto, ma essendo un gran “capoccione” me li ha voluti far conoscere uno ad uno,questi ragazzi e ragazze meravigliose da abbracciare e baciare come figli propri,immersi in quelle loro tute di pelle, con i loro tatuaggi, con i loro caschi da i colori sgargianti, tutti veri DURI! Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo,ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com’è candida,occhi che solo la gioventù più sana può avere. Provate poi a togliergli quelle tute e troverete al loro interno dei bambinoni innamorati della vita,delle scorribande,dei week end a bistecche e salsicce, ma ancora tanto bisognosi di un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare così duro….”

…si, è vero.. in moto si muore, capita… può capitare ad ognuno di noi… ci si fa male… tanto male… ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorore da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di novembre?

Parlate con ognuno di noi… fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva… e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare come quello di un bimbo che scopre la vita per la prima volta… nelle risate… nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte…

Parlate con ognuno di noi… e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione… e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio… e a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista… di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra…
Già.. in moto si muore… ma ora credete di poterci capire? Io non credo… non ancora…

Chiedete allora di portarvi ad un raduno, ad una scampagnata… bagnatevi di piggia scrosciante che vi penetra fino alla biancheria intima.. che vi entra nelle ossa… lasciate che il freddo vi punga fino a farvi lacrimare… lasciate che il sole tenti di liquefarvi mentre indossate limmancabile giacca tecnica… o semplicemente provate a chiedergli di fermarsi così, senza nessun motivo apparente x strada accostandosi al ciglio per stupirvi di quanti (automobilisti) non vi degneranno di uno sguardo e quanti (motociclisti) si fermeranno per offrirvi aiuto, compagnia, un semplice passaggio al più vicino distributore anche se esso si trovi asvariati km o un posto nel proprio box per la moto e un pasto caldo per voi mentre aspettate i soccorsi…
..fatelo e allora, solo allora arriverete a sfiorare l’essenza di essere Motociclista…

In moto si muore, è vero… ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso… e se ancora non lo avete capito beh.. lasciate perdere, non lo capirete mai… ma se un domani mentre andrete a mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo rinunciate a capire anche lui… lui che nella sua incoscenza vede in noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere… e se vedere il Motociclista ricambiare il saluto… beh… non c’è nulla di strano sapete? Tra Angeli in terra ci si saluta sempre… ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda…